di Michele Schiavone
A metà dicembre si è svolta la presentazione dei lavori che condurranno alla realizzazione della Plenaria della IV Conferenza permanente Stato – Regioni – PA – CGIE, istituita dalla legge 198 del 18.6.1998. Questo organismo ha il compito di indicare per un triennio le linee programmatiche per la realizzazione delle politiche del Governo, del Parlamento, delle Regioni e delle Province autonome a favore delle comunità italiane all’estero, nonché l’indirizzo politico e amministrativo dell’attività del CGIE.
Dalla sua istituzione, questo organismo, che deve essere convocato almeno ogni tre anni dal Presidente del Consiglio dei Ministri, si è riunito soltanto 3 volte, rispettivamente nel 2002, 2005 e 2009. Sono trascorsi 11 anni dall’ultima edizione e si riconosce al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, nonostante le restrizioni causate dalla pandemia, il merito per aver consentito la ripresa delle attività della Conferenza. Alla presentazione svoltasi in videoconferenza con collegamenti streaming organizzata dal Consiglio Generale degli italiani all’Estero sono intervenuti tutti gli attori impegnati in questo esercizio, che entro la metà dell’anno prossimo porterà alla celebrazione dell’assemblea plenaria in presenza a Roma. Tra gli intervenuti: il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, l’onorevole Francesco Boccia, che ha ricevuto la delega per presiedere l’Assemblea Plenaria, il sottosegretario Ricardo Merlo in rappresentanza del MAECI, il Senatore Vito Petrocelli e l’Onorevole Piero Fassino presidenti delle Commissioni Affari esteri della Camera e del Senato della Repubblica, l’onorevole Elly Schlein in rappresentanza della Conferenza Stato-Regioni, il Presidente del Consiglio dell’ANCI onorevole Enzo Bianco, già ministro dell’interno, il presidente della provincia di Matera e delegato UPI Piero Marrese, il coordinatore delle Consulte regionali Luigi Scaglione, i Consiglieri Silvana Mangione e Manfredi Nulli assieme al Consiglio Generale degli Italiani all’estero, impegnato nell’organizzazione e nell’elaborazione dei documenti attraverso la VI Commissione alla quale oggi si associa il professore Marco Galdi, docente di diritto pubblico dell’Università di Salerno. Il lavoro preparatorio, il sostegno logistico e organizzativo è stato garantito della direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina grazie al direttore Luigi Vignali.
Tenendo conto delle restrizioni imposte dalla pandemia, questo organismo si propone di organizzare tre plenarie tematiche da remoto, al fine di arricchire di proposte i documenti tematici predisposti dai tre Gruppi di lavoro riunitosi a più riprese in questi anni: Gli appuntamenti sono i seguenti
- 19 gennaio sessione tematica sulla Nuova Emigrazione;
- 26 gennaio sessione tematica sull’Internazionalizzazione;
- 2 febbraio sessione tematica sui Diritti civili e politici, che saranno
completate da un’ultima plenaria da remoto il 9 febbraio, per definire il documento politico di base da proporre alla Plenaria in presenza, che si spera di poter convocare a Roma tra la fine della primavera e l’estate del 2021.
L’emergenza epidemiologica causata dal COVID-19 ha marcato profondamente la cesura tra i ritardi e i limiti d’azione di un passato improponibile, caratterizzato da diseguaglianze sociali, economiche e culturali che hanno alimentato il fenomeno migratorio, e le nuove opportunità che si presentano per il nostro Paese e le sue istituzioni sollecitandoci a ripensare, il ruolo e la governance della comunità italiana nel mondo, a pensarla convintamente come a una risorsa e associarla, anche formalmente, in una lungimirante azione di valorizzazione dell’identità della cultura italiana e degli interessi nazionali nel mondo.
Il fenomeno emigratorio italiano non può e non deve più essere sottovalutato, fosse solo per il semplice motivo che oramai i numeri che la compongono si attestano oltre i 6 milioni di residenti stanziali, ai quali si aggiungono milioni di italodiscendenti e transeunti. Questa triste realtà che si alimenta con una media di circa duecento mila espatri all’anno, fotografa l’urgenza di ripensare, governare e di aggiornare con politiche attive e lungimiranti gli strumenti a favore degli italiani all’estero, spingendoci perfino ad osare di dare vita all’istituzione della ventunesima regione italiana. In questa fase di riorientamento delle politiche nazionali è anche compito della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome- CGIE ripensare il ruolo delle nostre comunità all’estero, valorizzarle con l’obiettivo di renderle parti attive del sistema paese in un mondo globalizzato; tutto ciò rappresenta una sfida nel rispetto dei tradizionali modi di intendere la prassi politica e apre a questo nostro organismo spazi per nuove prospettive di sviluppo e di raccordo con le istituzioni nazionali e transnazionali. E’ necessario avviare una riflessione approfondita sui tempi, su quanto e cosa fare assieme con il concorso attivo di tutti i soggetti interessati a rendere fruibili e spendibili le politiche rivolte a un mondo che altrove e con più insistenza si nutre, si colora e si esprime in e da italiano grazie alla rete diplomatico-consolare, ai Comites, al CGIE, alle Camere di Commercio, alle scuole italiane, agli istituti di tutela e assistenza, agli istituti di Cultura, mediante gli accademici, i ricercatori, gli scienziati, i media italiani e alle associazioni riconosciuti come asset qualificanti attraverso i quali maturano, progrediscono e si diffondono le arti, la conoscenza, il sapere le nuove tecnologie: qualità con le quali si esprime e si qualifica il nostro softpower. Alla luce della mutata realtà occorrerà contribuire al processo di promozione dell’italianità in società sempre più interconnesse, multiculturali, nella consapevolezza che una cultura visibile e solidale sostanzia una strategia innovativa capace di cogliere aspetti storicamente trascurati e valorizza le nostre storie, facendo della programmazione e della governance gli elementi principali delle iniziative da promuovere.
L’italianità non si forma solo in ambito nazionale, ma è il risultato della costante interazione tra il nostro Paese e le articolazioni delle comunità italiane all’estero, perciò servirà rafforzare i meccanismi di “governance” e di interazione tra lo Stato, le attività estere delle Regioni e degli altri Enti territoriali, a partire da quelle riguardanti la cooperazione decentrata. La prossima plenaria della conferenza stato-regioni-province autonome-Cgie dovrà indicare obiettivi ambiziosi e concreti, capaci di rispondere alle esigenze del nostro tempo caratterizzato da società in profonda trasformazione, nelle quali i nostri connazionali, ovunque essi risiedano, si riconoscono a pieno titolo perché portatori di diritti e di libertà.
Obiettivi tematici della IV Plenaria della Conferenza permanente
Il lavoro preparatorio fatto dal CGIE, insieme ai rappresentanti di tutte le istituzioni che fanno parte della Plenaria della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE, ha identificato tre macrotemi che servono da contenitori sia delle principali esigenze delle comunità italiane all’estero sia delle loro potenzialità a favore della proiezione dell’Italia all’estero:
- La Nuova emigrazione che si declina mediante le garanzie di libertà di movimento, di integrazione informata all’estero, di protezione dei diritti individuali, delle tutele sociali e delle garanzie dei diritti nel mondo del lavoro e alla formazione, del mantenimento dell’identità culturale della famiglia;
- L’Internazionalizzazione del Sistema Paese e la Proiezione delle Regioni all’estero che continua a realizzarsi mediante la Promozione del Sistema Paese e del Made in Italy attraverso il coinvolgimento delle comunità; la diffusione dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana, il turismo delle radici, l’informazione e la rapida applicazione delle norme pertinenti contenute nel Decreto Rilancio, il Patto per l’export e il Decreto semplificazioni;
- I Diritti civili e politici, Cittadinanza e la Rappresentanza delle comunità italiane all’estero che necessitano di aggiornamenti e di Riforma della legge elettorale per le elezioni legislative nella circoscrizione estero tenendo conto del drastico taglio dei parlamentari assegnati alla Circoscrizione estero, dell’istituzione della Commissione bicamerale degli italiani all’estero nel Parlamento nazionale, della riforma delle leggi istitutive dei Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) e del CGIE, partendo dalle due proposte di articolati approvate e attualizzate dal CGIE; della riforma legge 91/1992 sulla cittadinanza; dell’ elettorato attivo e passivo alle elezioni regionali; della rivitalizzazione del ruolo delle Consulte Regionali dell’emigrazione, e della riforma della legge Anagrafi degli italiani residenti all’Estero. Insomma è giunto il tempo di pensare all’istituzione di un Ministero e di un Ministro che assieme con il Governo si occupi a pieno titolo delle politiche per gli italiani all’estero.
Alcuni obiettivi specifici
- Approvazione della riforma della legge istitutiva dei Com.It.Es. prima che siano indette le elezioni per il rinnovo dei Comitati. La relativa proposta di articolato approvata dal CGIE è stata armonizzata con la DGIT del MAECI (Min. Vignali).
- Eliminazione dell’opzione inversa per l’elettorato attivo del Com.It.Es.;
- Approvazione della riforma della legge istitutiva del CGIE prima che siano convocate le assemblee elettorali per il rinnovo del CGIE. La relativa proposta di articolato approvata dal CGIE è stata in gran parte armonizzata con la DGIT del MAECI (Min. Vignali).
- Eliminazione della candidabilità dei residenti in Italia nella Circoscrizione estero;
- Valorizzazione del ruolo delle comunità all’estero;
- Piena digitalizzazione dei servizi consolari e semplificazione delle procedure;
Inoltre
- Garanzia del carattere di permanenza della Conferenza stessa, con la istituzionalizzazione di una Cabina di regia rappresentativa, che si occupi di monitorare l’applicazione dei princìpi e la realizzazione delle proposte contenute nel documento finale;
- Forum annuale della Conferenza permanente a latere di una delle due plenarie del CGIE a Roma;
- Fondo comune delle Regioni per affrontare situazioni di crisi (Es. Venezuela; Pandemia COVID-19; catastrofi naturali e belliche);
- Sensibilizzazione dell’Unione Europea ai valori della cittadinanza europea e alle necessità dell’ “Europa in movimento” all’interno e all’esterno dell’EU e dell’Europa geografica, con la nomina di un apposito Commissario;
- Concretizzazione della Segreteria operativa/politica della Conferenza, molto ristretta,coordinata dal CGIE presso i suoi uffici alla Farnesina, con la necessaria dotazione di personale e fondi adeguati.
Intanto, dall’inizio di dicembre il CGIE finalmente ha creato nei suoi uffici un segretariato della Conferenza permanente, che garantirà la realizzazione delle deliberazioni della conferenza seguendo gli sviluppi operativi assunti dalla Conferenza e assieme ai componenti ripartiti fra Stato-Regioni-Sistema delle Autonomie e CGIE fungerà da coordinamento delle attività in divenire. In questo modo si realizzerà finalmente quanto il Parlamento decise nel lontano 1998 per portare a sintesi le politiche per gli italiani all’estero, che oggi più di prima hanno bisogno di una governance.