Questa inedita e, si spera, unica esperienza lascerà in ognuno di noi alcune importanti cicatrici. Quando finalmente potremo uscire dalle nostre case, molte cose saranno cambiate, nella vita di tutti. Molte delle nostre precedenti abitudini ritorneranno a riempire le nostre vite, immutate, come se mai nulla fosse cambiato. Nel frattempo, però, tutti avremo anche imparato qualcosa di nuovo. Qualcuno potrà cucinare una pizza perfetta, qualcun altro avrà migliorato una lingua straniera, altri ancora avranno finalmente iniziato un corso di musica per imparare a suonare il proprio strumento preferito. Come sarà stato possibile tutto questo, senza che nessuno sia uscito da casa per molte settimane, è presto detto: in questi giorni di reclusione forzata tutti abbiamo scoperto la vera potenzialità della rete internet e di tutto il materiale informativo che ci si può trovare. Questo maledetto virus ci sta insegnando a utilizzare la rete e le piattaforme social in maniera migliore e più efficace e mirata. Abbiamo dovuto ricalibrare le nostre necessità, il nostro modo di socializzare e stare insieme. Abbiamo imparato che in alcuni casi non è necessario percorrere decine o centinaia di chilometri per parlare con un’altra persona, sia per piacere sia per affari. Abbiamo scoperto che, in caso di necessità, si può essere vicini ai propri cari e condividere pienamente un’emozione anche senza essere fisicamente presenti. Obbligati a stare in casa, ci stiamo anche interrogando se tutti i nostri spostamenti siano sempre necessari e urgenti e, probabilmente, da ora in poi saranno sicuramente più consapevoli e meno frenetici. Abbiamo, dunque, scoperto che molte cose che facevamo e che ci riempivano le giornate si possono fare anche in maniera differente. Grazie alla rete che, in altre parole, ci fa essere in un altro luogo pur rimanendo a casa. Questa silenziosa rivoluzione, impostaci in pochissimi giorni dall’improvvisa crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo, si riversa su ogni aspetto della vita di tutti. Siamo ormai abituati ad assistere a trasmissioni tv senza pubblico né ospiti, che si collegano online. Gli studenti, dopo pochissimi giorni di pausa, seguono le loro lezioni online e alcuni di loro, arrivati alla fine della loro carriera di studi, si stanno laureando su Skype. Abbiamo addirittura seguito le comunicazioni dei leader dei vari stati europei e mondiali trasmesse non più in televisione ma sulle loro piattaforme social, con i giornalisti forzati a porre le domande online, seduti alla loro scrivania. Questa è la più dirompente e, probabilmente, positiva delle nuove abitudini che questa straordinaria situazione ci sta imponendo. Senza dimenticare le molte ripercussioni positive, seppur, collaterali, che questo comporta: minor inquinamento, minor consumo di carburanti, minor consumo di fast food o junk food. Non dimentichiamocelo, quando tutto questo finirà. PS: ciononostante, con le dovute accortezze, continuiamo comunque a preferire il calore del sole sulla pelle, un caffè e una pizza con gli amici, una visita ai nonni o ai nipotini, una sincera stretta di mano o un affettuoso abbraccio, un pomeriggio al parco o al museo. Un po’ di pazienza e torneremo a fare tutto questo, con una certezza: ce lo godremo molto di più!
I social possono sostituire un abbraccio e le bellezze di un museo?
